Rispetto dei diritti umani

Le principali aree di influenza in cui, in aderenza agli impegni derivanti dall’adesione all’iniziativa Global Compact dell’ONU, siamo chiamati al rispetto e alla promozione dei fondamentali diritti umani sono costituite dai nostri collaboratori e dalla catena di fornitura.

Nel rispetto di quanto previsto dal Codice di Condotta garantiamo alle nostre persone un ambiente di lavoro libero da ogni forma di discriminazione, molestia, intimidazione o mobbing. Riconosciamo i diritti di libertà sindacale, di costituzione delle rappresentanze dei lavoratori e di contrattazione collettiva, e proibiamo qualunque forma di lavoro irregolare e di sfruttamento, così come ogni tipo di lavoro obbligatorio, forzato e minorile.

Il rispetto degli standard internazionali core dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro è monitorato dalla funzione Corporate Social Responsibility, che invia annualmente un questionario scritto alle società del Gruppo nel mondo. Il monitoraggio è importante, perché siamo presenti in alcuni dei Paesi considerati a rischio per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. Nel 2013 tale verifica ha coperto circa il 94% dell’organico del Gruppo con i seguenti risultati:

  • lavoro minorile: per assicurare il rispetto di questo divieto, le società verificano l’età dei dipendenti all’atto dell’assunzione. Nessun lavoratore del Gruppo ha un’età inferiore a 16 anni;
  • lavoro forzato: non abbiamo alcun caso di lavoro forzato, obbligato o comunque irregolare. Tutti i nostri dipendenti sono liberi di rescindere il contratto d’impiego rispettando il periodo di preavviso stabilito dalla legge. In nessun caso requisiamo i documenti personali dei nostri dipendenti al fine di limitarne la libertà di movimento e il cambio di impiego;
  • non discriminazione: sono stati segnalati 14 casi di discriminazione attraverso le procedure di segnalazione del Codice di Condotta;
  • libertà di associazione e contrattazione collettiva: l’85,9% dei dipendenti lavora presso compagnie del Gruppo in cui esistono le rappresentanze dei lavoratori. Il 78% dei dipendenti è coperto da accordi di contrattazione collettiva e, ove questa non è presente, i dipendenti sono assunti con un regolare contratto d’impiego scritto. Il 2,9% dei dipendenti lavora presso società presenti in Paesi dove ci sono restrizioni legali alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva.

Per creare consapevolezza dei fondamentali diritti umani nei collaboratori, basilare per il loro rispetto, è stata fatta formazione sul preesistente Codice Etico con un corso in modalità e-learning che ha coinvolto quasi 19.000 persone nel mondo (con priorità per quelli che lavorano in Paesi a maggior rischio). Come detto, è attualmente in fase di erogazione un corso introduttivo al Codice di Condotta, nell’ambito del quale il tema dei diritti umani viene trattato diffusamente, che dovrà essere seguito da tutti i dipendenti del Gruppo.

Per quanto concerne i fornitori, invece, in applicazione di quanto previsto nel Codice Etico per i fornitori, viene loro richiesto di conformarsi a tutte le leggi e ai regolamenti nazionali e internazionali applicabili, ivi inclusi la Dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Essi devono inoltre garantire il rispetto delle suddette norme e principi anche da parte delle rispettive catene di fornitura.
Anche in questo caso, in presenza di un rischio correlato alle aree geografiche in cui si opera, viene effettuato annualmente il monitoraggio tramite questionario interno inviato ai diversi Paesi in cui il Gruppo è presente. Nel 2013 tale verifica non ha evidenziato rischi rilevanti per quanto concerne la possibilità che alcuni fornitori utilizzino lavoro forzato o minorile. È invece emerso che in alcuni Paesi la libertà di associazione e la contrattazione collettiva non sono consentite dalla legge (Emirati Arabi Uniti) oppure sono consentite con limitazioni (Cina).

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