Lotta alla corruzione

Come accennato, il tema della corruzione nelle sue varie forme è trattato nel Codice di Condotta e nelle relative Disposizioni Attuative, ai quali si aggiungono altri strumenti (policy, linee guida, disposizioni e pratiche).

Quasi tutti i Paesi in cui operiamo sono dotati di normative che vietano la corruzione di soggetti pubblici e privati e sono tenuti a rispettarle pena sanzioni penali e/o civili. A tale proposito segnaliamo che in Italia il reato di corruzione tra privati è stato da poco inserito tra i reati previsti dal decreto legislativo 231/2001. Abbiamo pertanto rivisto e aggiornato il nostro Modello di Organizzazione e Gestione ed effettuato una nuova mappatura delle aree a rischio nell’ambito dei processi aziendali con l’identificazione dei controlli aziendali posti in essere al fine di prevenire la commissione di tale reato.

Inoltre, richiediamo a tutti i nostri stakeholder di adottare comportamenti che contrastino il manifestarsi di episodi di corruzione e poniamo in atto misure atte a prevenire comportamenti contrari ai principi di correttezza, legalità e trasparenza: politiche specifiche, adeguati presidi di controllo interno, programmi di compliance, procedure per la valutazione dei rischi commisurate a dimensione e struttura delle società oltre che alla natura e portata dell’attività e al luogo in cui viene svolta, procedure finanziarie e contabili tali da garantire che libri, scritture e conti siano tenuti in modo corretto e non siano usati per praticare o celare azioni di corruzione, nonché iniziative di sensibilizzazione e formazione.

Nel Codice di Condotta e nelle relative Disposizioni attuative è trattata anche la questione dei regali, che i dipendenti e i terzi che agiscono per conto del Gruppo (agenti, fornitori, consulenti, ecc.) devono astenersi dall’offrire a o accettare da pubblici ufficiali o business partner (o loro familiari o soci d’affari). L’obbligo di astensione è assoluto in caso di pagamenti indebiti, quali tangenti, bustarelle o pagamenti di facilitazione aventi lo scopo di velocizzare o facilitare l’espletamento di pratiche di routine. Sono invece consentiti regali, forme di intrattenimento o altri benefit, che possono dunque essere offerti o ricevuti purché siano di esiguo valore, adeguati alle circostanze, attinenti all’attività lavorativa, consentiti dalla normativa locale e conformi alle prassi commerciali in uso.

Tra le misure previste per la prevenzione dei rischi di corruzione c’è anche il rifiuto a sostenere qualsiasi evento o iniziativa di natura prettamente o esclusivamente politica e l’astensione dall’esercitare, direttamente o indirettamente, pressioni su rappresentanti politici; per le stesse ragioni, non destiniamo alcun contributo alle associazioni sindacali.

Consapevoli del fatto che i contributi a scopo benefico e sponsorizzazione potrebbero fungere da mezzo di corruzione, richiediamo che siano condotte specifiche verifiche preventive sui beneficiari e forniamo indicazioni su come effettuare i pagamenti. Analogamente, nelle operazioni di acquisizione e fusione richiediamo che, con riferimento a un periodo di tempo ragionevole precedente alla data di completamento delle stesse, venga effettuata un’adeguata verifica preventiva volta ad accertare eventuali istanze di corruzione.

Sempre allo scopo di prevenire possibili casi di corruzione, i rapporti con i business partner (agenti e altri intermediari, consulenti, ecc.) devono essere documentati da accordi scritti che richiamano la politica anti-corruzione del Gruppo e i pagamenti per le loro prestazioni devono rispettare le condizioni di mercato e non essere effettuati su conti cifrati o numerati.

Per le situazioni in cui si identifichino possibilità di conflitto di interessi sono previste misure specifiche quali obblighi di astensione, di dichiarazione al momento dell’assunzione, di preventiva autorizzazione per lo svolgimento di attività esterne nonché procedure in materia di parti correlate. A questo proposito, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n.17221/2010, è stato predisposto un documento che disciplina le operazioni con parti correlate poste in essere non solo da Assicurazioni Generali ma anche da società controllate, con l’obiettivo di assicurare che tali operazioni siano realizzate nel rispetto dei principi di trasparenza e di correttezza sostanziale e procedurale.

Rimanendo nell’ambito di illeciti che costituiscono altre forme di corruzione, Generali ha adottato una serie di misure finalizzate a contrastare la frode, una pratica piuttosto diffusa nel business assicurativo, specie per quanto riguarda quella esterna, che include tutti quei comportamenti intenzionalmente compiuti al fine di ottenere un profitto dalla società assicurativa, come, ad esempio, richieste di risarcimento per sinistri non avvenuti o per danni non legati al sinistro denunciato (e dunque per maggiori danni) e false dichiarazioni all’atto della sottoscrizione della polizza o della denuncia del sinistro.
Le misure di contrasto poste in campo vanno dallo scambio continuo di best practice alle collaborazioni nell’ambito di network assicurativi locali – segnaliamo, ad esempio, collaborazioni in Italia e Germania per l’utilizzo di banche dati sui sinistri a livello nazionale, a supporto dell’identificazione di potenziali sinistri fraudolenti –, dall’uso di modelli predittivi e tecniche speciali di investigazione al lancio di altre iniziative di Gruppo per migliorare i processi di individuazione, indagine e prevenzione di posizioni anomale e potenzialmente fraudolente. Nell’ambito dei nostri uffici sinistri sono presenti anche unità investigative speciali composte, solo nelle nostre società in Europa, da più di 200 specialisti. Tali unità sono impegnate nella definizione di linee guida e incontri locali per la diffusione delle tematiche antifrode, intervengono nella formazione dei liquidatori fornendo loro gli elementi necessari per l’individuazione e il contrasto alle frodi sui sinistri, e sono in costante contatto con le società attraverso le associazioni di categoria nazionali.

Al fine di scoraggiare e contrastare ogni tipo di comportamento fraudolento perpetrato internamente a danno del Gruppo, abbiamo definito principi e accorgimenti organizzativi contenuti nell’Internal Fraud Policy. Il documento è stato emesso da Assicurazioni Generali nel 2010 e successivamente adottato in tutte le nostre società del mondo.

Anche la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento al terrorismo è al centro della nostra attenzione. Abbiamo sviluppato orientamenti e standard minimi comportamentali cui le nostre società si devono attenere, recependo anche le raccomandazioni del Financial Action Task Force e le disposizioni contenute nella Direttiva 2005/60/CE. La Policy Antiriciclaggio di Gruppo è stata approvata da Assicurazioni Generali nel 2012 e successivamente adottata dalle nostre società nel mondo. In particolare, nel documento sono definiti responsabilità, compiti e modalità operative da seguire nella gestione del rischio e si richiede l’adozione di i comportamenti atti a prevenire un utilizzo delle transazioni finanziarie a scopo di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. Tra questi, citiamo un’adeguata verifica della clientela, la tenuta di un registro alimentato dai dati ottenuti da tale verifica, l’identificazione di clienti e/o operazioni sospette sulla base di indicatori di rischio definiti e la loro segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria locale, l’utilizzo di appropriati presidi e strumenti gestionali, la predisposizione di una dettagliata relazione in materia e una pronta informazione alla funzione in Head Office del verificarsi di eventi che possono esporre il Gruppo ad un elevato rischio reputazionale.

Elemento importante nella gestione del rischio inerente alle diverse pratiche corruttive è la formazione, in quanto crea consapevolezza interna e le capacità necessarie per prevenirne il verificarsi.
Offriamo pertanto adeguata e continua formazione ai nostri dipendenti che possono più facilmente venire in contatto con fenomeni e pratiche corruttive, e, se ritenuto opportuno, ai nostri agenti e ai loro collaboratori. L’obiettivo è di fornire loro elementi necessari a identificare e gestire attività potenzialmente connesse alle suddette forme.

La formazione si realizza attraverso specifici incontri e corsi erogati prevalentemente in modalità e-learning. È quest’ultima una soluzione adottata, ad esempio, per divulgare a tutti i dipendenti e agenti delle società italiane del Gruppo i contenuti e i principi del Modello di Organizzazione e Gestione nonché per formare sui fenomeni di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo i dipendenti delle società italiane del Gruppo obbligate a rispettare la normativa, gli agenti e i loro collaboratori.

Assicurazioni Generali S.p.A. - C.F. e P.IVA 00079760328